Storie
Zeinab
Zeinab è arrivata al Centro "Salam" di cardiochirurgia di Emergency da Port Sudan, accompagnata da tutta la famiglia. Era affetta da una grave forma di insufficienza mitralica, la famiglia non poteva permettersi i 5.000 dollari richiesti per un intervento cardochirurgico negli ospedali di Khartoum.
Le condizioni generali erano spaventose: uno stato di denutrizione avanzata, con piaghe in varie parti del corpo. Da sei mesi non si alzava dal letto perché non ne aveva più la forza, non aveva più capelli che spuntassero dal velo che le copriva il capo.
Visita, elettrocardiogramma, ecocardiogramma: la condizione del cuore non era proibitiva, la malattia era avanzata ma ancora suscettibile di correzione chirurgica, naturalmente non in queste condizioni.
Quando l'abbiamo ricoverata, con la massima delicatezza le abbiamo fatto una doccia, l'abbiamo vestita con un nostro pigiama rosso, nel quale ce ne sarebbero state tre e l'abbiamo liberata dalle garze sudice che avvolgevano le gambe. Aveva delle grandi piaghe mal curate; il pannicolo adiposo era completamente assente; il cuore sporgeva dal torace e deformava le sottilissime coste; il torace e l'addome erano ricoperti delle cicatrici delle moxibustioni, le pratiche di stregoneria ancora molto diffuse in alcune parti del paese; la vulva era quasi completamente chiusa da una infibulazione "estensiva" che prevede la quasi totale chiusura delle grandi labbra; la bocca devastata da una micosi. Quest'ultima scoperta ci dava una speranza: che fosse quella la causa della denutrizione che l'aveva portata ad un passo dalla morte, pur in una famiglia così sollecita? Se così fosse stato forse con uno sciroppo antimicotico avrebbe potuto migliorare.
La famiglia - padre madre fratello sorella ed altri 3, 4 parenti - si sono accampati fuori dall'ospedale, fabbricando con qualche cartone una bassa capanna ai piedi di un albero.
Dopo 48 ore di nutrienti in vena e di terapia per la micosi orale Zeinab ha ricominciato a mangiare e il giorno seguente già si alimentava da sola: sembrava impossibile ma già era in grado di andare con la sedia a rotelle davanti alla vetrata che chiude il reparto, al di fuori della quale si era radunata la famiglia. Altre 24 ore e Zeinab ci ha lasciato a bocca aperta alzandosi da sola e avviandosi lentamente per il corridoio verso la vetrata: leggendo lo stupore e la gioia sulla faccia dei genitori nessuno di noi è riuscito a trattenere le lacrime.
Sono passati altri 15 giorni prima di prendere la decisione di operarla: le condizioni erano sufficientemente stabili da tentare la riparazione della valvola mitrale che era all'origine di tutto.
Il 30 aprile Zeinab entra in sala operatoria.
Il decorso è molto più tranquillo del previsto, tanto che il 3 maggio, giorno dell'inaugurazione ufficiale del "Salam" Centre, Zeinab passeggia da sola per il reparto. E suo padre interromperà il discorso inaugurale del Vice presidente del Sudan urlando a gran voce tutti i suoi ringraziamenti per aver salvato la vita alla figlia.
Dopo altri 10 giorni, Zeinab viene dimessa tra baci, abbracci e tante lacrime.
Il 25 maggio la vediamo al controllo ambulatoriale: sta incredibilmente bene, ha recuperato le forze, è ingrassata e anche il suo cuore promette bene. Finalmente può tornare a Port Sudan.